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CASTELLO URSINO DICATANIA



l nome "Ursino" deriva da "Castrum Sinus" cioè "Castello del Golfo", in riferimento alla sua posivione originaria sul mare.

Il Castello Ursino di Catania, fu edificato tra il 1239 e il 1250 per volere dell'Inperatore Federico II di Svesia, come fortezza difensiva e simboleggiante il potere Imperiale.

Progettato da Riccardo da Lentini, fu sede del Parlamento Siciliano, dimora Reale degli Aragonesi e dal 1500 prigione, con l'aggiunta di Bastioni.

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Canzone della maschera del seggiolaio



Per il Carnevale di Palermo (XIX sec.), la maschera del seggiolaio era solita cantare questa canzone divertente e maliziosa, piena di doppi sensi, a qualche donna seduta sull’uscio di casa, scelta con cura tra quelle che avrebbero accolto lo scherzo con un sorriso. Il tutto mentre ammirava la sfilata delle maschere in festa

Signuruzza ccà assittata !

L'aviti tutta sfasciata;

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L'eruzione dell'Etna del 1669



L'eruzione dell'Etna del 1669, che è considerata la più devastante in epoca storica, ebbe inizio in primavera e si concluse a metà luglio dello stesso anno. Devastò e seppellì decine di centri abitati, giungendo fino al mare in corrispondenza dei quartieri occidentali di Catania.

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Il Gioco:

"La Passatella" - "In Sicilia - U Toccu" (Il Tocco)


(immagine dal web)


Esso consiste nel riunire un gruppo di uomini che pagano un tot a testa, acquistando una certa quantità di vino; si tira a sorte ed il prescelto sceglie il "Padrone" ed il "Sotto", detti "Regnanti".

Il "Padrone" se vuole si può bere tutto il vino, ma è caso rarissimo;

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U CUTEDDU NON È A FURCHETTA...

(dal libro Coltelli d'Italia di Giancarlo Baronti)

Una frase dal significato apparentemente scontato, ma che in realtà racchiude una cultura ed un mondo. Ormai lontani...



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COLTELLO CROCIFISSO

Il coltello "celato" nel Crocifisso, veniva utilizzato da chi, colpito da "Bando", si spostava travestito da frate portando con sé il Crocifisso Pugnale al collo, che all'occorrenza poteva utilizzare.


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La Guerra Dei Vespri

I Vespri siciliani[1] furono una ribellione scoppiata a Palermo all'ora dei vespri di Lunedì dell'Angelo, ossia il 30 marzo 1282. Bersaglio della rivolta furono i dominatori francesi dell'isola, gli Angioini, avvertiti come oppressori stranieri. Da Palermo i moti si sparsero presto all'intera Sicilia e ne espulsero la presenza francese.

La ribellione diede avvio a una guerra, per il controllo della Sicilia, che si concluse definitivamente con la Pace di Caltabellotta.

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PEPPA A CANNUNERA

31 Maggio 1860: Catania si rivolta ai Borboni


Gli insorti catanesi attaccarono instancabilmente per otto ore consecutive, dopo le quali, grazie anche all’aiuto della popolazione, videro i primi risultati positivi dall’inizio della rivolta: arrivarono a impossessarsi persino di due cannoni appartenenti alle truppe regie. Poi furono costretti a retrocedere: si stavano avvicinando, venuti in aiuto alle truppe attaccate, altri 2.000 soldati. È qui che appare Giuseppa Bolognara Calcagno, Peppa la Cannoniera.

Durante l’insurrezione del maggio 1860 si distinse per alcuni atti eroici, in aiuto agli insorti catanesi. Il più importante, che le valse il soprannome con cui viene conosciuta oggi, si svolse in prossimità di quella che oggi è Piazza San Placido. Peppa ed alcuni rivoluzionari trascinavano uno dei cannoni strappati ai borbonici: l’obiettivo era quello di arrivare sulle mura di Palazzo Biscari, per colpire le navi da guerra borboniche che bombardavano la città.

Il tragitto, però, viene interrotto dai…

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Felice Vacca
Felice Vacca
18 nov 2025

Il blog e' molto utile, sia a scopo didattico che informativo. Il Maestro artigiano Gianni Galasso ha creato un vero e e proprio segmento divulgativo per gli appassionati di coltelleria e non solo. Le storie postate raccontano la tradizione e l' origine dei coltelli siciliani, strizzando l ' occhio anche ad altri meno conosciuti della nostra pensiola.

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PIPPUZZU LU VALENTI (di Giuseppe Pitrè)


Si tratta di mezza dozzina d'amici, che, con un certo Pippuzzu soprannominato lu valenti, vanno a gustare il vino d'una nuova taverna di Mezzomorreale in Palermo, e dopo d'aver bevuto e cantato, fanno il nostro giuoco. Sale il vino al cervello; si guastano, e danno mano a' coltelli. Pippuzzu, un uomo nel significato attuale della parola, un vero cristianu o cristianeddu di Diu tiene fronte a tutti e sei; ma, spenti i lumi, soccombe per sette ferite. (Giuseppe Pitré)


Sutta l'Abbergu giustu

Ce' è *na taverna nova,

Lu ciauru di lu mustu

Vìrgini ddà si trova.

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Marchio
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